RemoteIP vs cavo di categoria

Le telecamere IP supportate dai sistemi di gestione video sono ora uno standard dell’industria, offrendo molte funzionalità che i loro predecessori non eguagliano.

Ma ci sono molte cose da considerare nel passaggio dalla CCTV alle IP, tra cui larghezza di banda, alimentazione, cablaggio e distanza di installazione.

Qual è la scelta migliore per il cablaggio delle telecamere IP?

I cavi Belden RemoteIP, distribuiti in Italia da Communication Video Engineering e Connect Video Enterprise, sono stati creati per questa applicazione.

Il concetto di “sovra-ingerizzare” si riferisce alla pratica di progettare o realizzare qualcosa in modo eccessivamente complesso o sofisticato rispetto alle effettive esigenze o al contesto in cui verrà utilizzato.

In altre parole, indica l’eccesso di ingegnosità o complessità in un sistema, un dispositivo o un processo, che potrebbe non essere necessario o addirittura controproducente.

La scelta più pratica ed economica per supportare telecamere IP in luoghi remoti è estendere la distanza del cavo in rame a coppie intrecciate.

Mentre le telecamere analogiche hanno reso possibile la sorveglianza diffusa per la prima volta, i loro giorni sono ora contati, poiché nuove tecnologie entrano in gioco per sostituire la loro bassa qualità video, le scarse capacità di archiviazione, i processi lenti associati alla revisione delle registrazioni e l’alto consumo di energia.

Le telecamere IP supportate dai sistemi di gestione video sono ora uno standard dell’industria, offrendo molte cose che i loro predecessori non potevano raggiungere:

  • maggiore qualità dell’immagine e maggiore chiarezza,
  • monitoraggio e gestione remota,
  • maggiore capacità di archiviazione,
  • capacità di ricerca più veloci,
  • analisi e intelligenza artificiale per rilevare comportamenti sospetti o eventi insoliti e
  • la possibilità di aggiungere rapidamente telecamere in base alle necessità.

Considerazioni di pianificazione per le telecamere IP

A causa della differenza tra le due tecnologie, il passaggio dalla CCTV alle IP comporta importanti considerazioni.

Larghezza di banda

Le telecamere IP hanno una risoluzione più elevata, quindi generano file di dati più grandi.

Questo significa tipicamente maggiori requisiti di larghezza di banda di rete e capacità di archiviazione quando si confronta il segnale di baseband analogico di un’immagine con una versione digitalizzata della stessa immagine (senza compressione).

Tuttavia, le telecamere IP hanno anche la compressione a loro favore, che tiene sotto controllo la larghezza di banda.

Con le telecamere analogiche, la compressione spesso porta a perdite di informazioni e qualità, motivo per cui molte persone storcono il naso quando sentono questa parola.

La compressione digitale, invece, è “più intelligente” e può rimuovere pixel ridondanti, non necessari o impercettibili per ridurre il consumo di larghezza di banda senza influire significativamente sulla qualità dell’immagine.

Nel caso delle telecamere IP, la compressione è una cosa positiva: crea file più piccoli e riduce i requisiti di larghezza di banda in modo che le riprese di alta qualità possano essere trasmesse più velocemente.

Ad esempio, il consumo medio di larghezza di banda per una telecamera IP è compreso tra 1 Mb/s e 2 Mb/s (ipotizzando 1080p, codec H.265 e da 6 FPS a 10 FPS), mentre una telecamera analogica non richiede larghezza di banda di rete.

Cavi

Le telecamere IP non sono compatibili con cavi coassiali.

Richiedono cavi Ethernet e connettori di rete RJ45, il che potrebbe significare un aggiornamento dell’infrastruttura di rete.

Alimentazione

Le telecamere analogiche tradizionalmente consumano più energia delle telecamere IP. L’innovazione continua in questo settore continua a ridurre il consumo energetico delle telecamere IP.

Anche se le telecamere IP richiedono meno energia per funzionare, hanno bisogno di una fonte di alimentazione di qualche tipo.

Poiché utilizzano cavi Ethernet, ci sono più opzioni di alimentazione disponibili per le telecamere IP che non sono possibili con cavi coassiali e telecamere analogiche.

Limitazioni di distanza

Le limitazioni di distanza per le telecamere IP dipendono da diversi fattori, tra cui tipo e qualità del cavo, fonte di alimentazione, ecc.

Con il crescere delle reti di sorveglianza, le telecamere vengono installate in luoghi remoti.

In molti casi, questi dispositivi potrebbero non trovarsi entro 100 m da uno switch o da una stanza delle telecomunicazioni, il che è un requisito per i cavi Ethernet secondo gli standard TIA.

Ci sono molti modi per aggirare questo vincolo di distanza, come l’uso di fibra o ibrido o la costruzione di una nuova stanza delle telecomunicazioni più vicina alla telecamera.

Ma la scelta più pratica ed economica è estendere la distanza del cavo in rame a coppie intrecciate, il che è possibile grazie al basso tasso di dati di una telecamera IP.

Determinare i requisiti di larghezza di banda per le telecamere IP

Migliore qualità dell’immagine con requisiti di larghezza di banda più bassi: sembra difficile da credere?

Mettiamo alla prova queste affermazioni utilizzando questo calcolatore online.

https://www.jvsg.com/storage-bandwidth-calculator/

Prima, impostare i parametri come risoluzione, compressione, FPS (frame al secondo) e numero di telecamere.

Successivamente, il calcolatore stima la larghezza di banda di rete.

Ad esempio, una telecamera con risoluzione 1080p e compressione H.265 è una specifica molto popolare.

Utilizzando il calcolatore per eseguire questi parametri, genera il tasso di dati richiesto.

Velocità di 10 Gb/s non sono necessarie per supportare le telecamere IP, il che significa che non è necessario neanche il cavo di Categoria 6A.

Le velocità tipiche dei dati per i video sono anche fornite nella tabella sottostante.

Riducendo i fattori come i frame al secondo o la profondità del colore si riducono ulteriormente i requisiti di larghezza di banda.

Cavi RemoteIP per telecamere IP

Qual è la migliore scelta di cablaggio per le telecamere IP?

I cavi RemoteIP di Belden sono stati progettati per applicazioni come queste.

I cavi RemoteIP seguono gli standard di applicazione IEEE, come 10BASE-T, 100BASE-T e 1000BASE-T.

Possono fornire dati e alimentazione a dispositivi IP remoti fino a 215 m di distanza, più del doppio di quanto possa offrire il cablaggio di Categoria.

Con i cavi RemoteIP, è possibile ottenere una trasmissione di 10 Mb/s a 215 m, una trasmissione di 100 Mb/s a 200 m e una trasmissione di 1 Gb/s a 130 m.

Presentano inoltre conduttori da 22 AWG, che aiutano i segnali a viaggiare su distanze più lunghe mantenendo bassi i livelli di calore del cavo per proteggere le caratteristiche elettriche.

Ciò consente di installare telecamere ovunque ne sia necessario, senza preoccupazioni per limiti di potenza o distanza.

E per quanto riguarda i test?

Belden riceve frequentemente domande sui test dei cavi RemoteIP.

Puoi utilizzare lo stesso dispositivo che usi per testare Categoria 6 o 6A, basta modificare le impostazioni sul tuo dispositivo di test inizialmente.

(Se testi il cavo RemoteIP alle specifiche di Categoria 6A, fallirà.)

Prendiamo come esempio un dispositivo Fluke (Un dispositivo Fluke è uno strumento di misurazione e diagnostica utilizzato in vari settori industriali e professionali).
Ecco quanto è semplice configurare il tuo dispositivo per un test di cavo RemoteIP.

Passaggio 1

Seleziona “Produttori” dalla lista di gruppi di cavi sullo schermo.

Passaggio 2

Seleziona “Belden” dalla lista dei produttori sullo schermo.

Passaggio 3

Seleziona “RIPPU CMP” per plenum o “RIPRU CMR” per riser dalla lista sullo schermo.

Passaggio 4

Seleziona “Fornitore” dalla lista di gruppi di limiti sullo schermo.

Passaggio 5

Seleziona “Canale Belden Long Reach” o “Link Permanente Belden Long Reach” dalla lista sullo schermo. Il test del canale include il cavo tra lo switch della sala telecomunicazioni e il dispositivo finale. Il test del collegamento permanente include la parte fissa del canale (la parte che non cambia o si muove). Non include cavi patch o cavi di apparecchiature.

Ora sei pronto per testare con fiducia le prestazioni del tuo cablaggio oltre i 100 m e verificare il degrado delle prestazioni con un semplice “pass” o “fail”.

INFO: https://www.belden.com/

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