Pebble, con CVE, Communication video Engineering in Italia, presenta a IBC2026 le proprie strategie di sviluppo per la nuova generazione di infrastrutture media.
Il un focus è su virtualizzazione, playout cloud-based, Dynamic Media Facility (DMF), infrastrutture cloud e applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi operativi.
I responsabili dello sviluppo dell’azienda saranno presenti allo stand 8.C58 per illustrare la roadmap tecnologica e i modelli operativi destinati ai broadcaster e alle media organisation.
Broadcaster e aziende media di tutto il mondo stanno cambiando rapidamente e ci chiedono infrastrutture più adattabili, modalità di implementazione più flessibili e workflow più intelligenti, afferma Pebble.
Ad IBC Pebble mostra come stiamo rispondendo a queste esigenze con una roadmap per la virtualizzazione e il cloud che consente agli operatori di implementare le soluzioni in ambienti on-premises, cloud o ibridi, secondo le proprie necessità.
Lo stesso principio si applica all’intelligenza artificiale.
Per Pebble, l’AI deve essere introdotta nei sistemi di playout in modo mirato, mantenendo separato il motore di esecuzione deterministico. «Se utilizzata in modo appropriato, l’AI può trasformare i processi, ma nel playout trova la propria collocazione operando intorno al nostro motore core, non al suo interno», spiega Mayhead.
L’esecuzione frame-accurate deve rimanere deterministica, per questo Pebble sta aggiungendo funzionalità intelligenti attorno al motore. Dopo NAB hanno continuato a sviluppare questo approccio, valutando come l’AI possa supportare il monitoraggio, i workflow operativi e i processi decisionali.
Un’impostazione analoga viene adottata per le architetture cloud e ibride.
Secondo Pebble, questi modelli devono basarsi sugli stessi requisiti di sicurezza e affidabilità già garantiti dai sistemi on-premises utilizzati dai clienti.
L’azienda continua inoltre a collaborare con organismi e iniziative di settore, tra cui DPP e JT-DMF, la Joint EBU/AMWA Task Force on Dynamic Media Facilities.
Attraverso queste attività, Pebble contribuisce allo sviluppo degli standard e dei modelli operativi destinati a sostenere le future infrastrutture media, con l’obiettivo di mantenere la propria roadmap tecnologica allineata alle esigenze concrete di broadcaster e organizzazioni media.
Tra le necessità emergenti vi è la capacità di supportare nuovi modelli di business, metodi operativi e workflow per la distribuzione dei contenuti.
Queste esigenze favoriranno l’adozione di architetture software sempre più flessibili e la possibilità di scegliere, in base alle specifiche necessità, tra infrastrutture on-premises, cloud o ibride.
Questa flessibilità è alla base della roadmap di Pebble, che prevede l’evoluzione di Pebble Automation verso un’architettura cloud-native, insieme al continuo sviluppo di Pebble Integrated Channel e Pebble Remote.
L’esperienza di Pebble deriva da competenze specialistiche e da relazioni consolidate con broadcaster e integratori con cui collaborano, Da oltre 25 anni Pebble aiuta i broadcaster ad adattarsi ai cambiamenti.
Questo risultato nasce dalla comprensione degli obiettivi di business attuali e futuri dei clienti e dalla capacità di offrire una piattaforma in grado di supportarli nel lungo periodo, proteggendo al tempo stesso gli investimenti già effettuati in hardware, workflow e competenze.
Secondo Pebble, il futuro dell’industria richiederà livelli ancora maggiori di flessibilità e adattabilità, sostenuti dall’intelligenza operativa. L’azienda sta quindi investendo nelle tecnologie e nelle architetture necessarie per supportare questa evoluzione, mantenendo al contempo i requisiti di affidabilità, sicurezza e continuità operativa richiesti dalle infrastrutture broadcast.
INFO: www.pebble.tv





