CVE – Communication Video Engineering – ha consolidato la propria visione strategica intorno all’idea di un’infrastruttura IP unificata come fondamento dell’intero ciclo di vita del contenuto, dalla produzione alla contribuzione fino alla distribuzione.
L’obiettivo è realizzare un ecosistema aperto, scalabile e interoperabile, capace di garantire efficienza, sostenibilità e flessibilità, accompagnando emittenti e operatori verso modelli produttivi sempre più dinamici, decentralizzati e orientati alla monetizzazione.
«L’IP rappresenta oggi la piattaforma naturale su cui convergono produzione, gestione e diffusione dei contenuti. La sfida non è solo tecnologica, ma anche culturale: occorre progettare flussi realmente convergenti, sostenibili e aperti all’innovazione», ha affermato il CEO di CVE, Luca Catalano, durante uno dei tavoli rotondi tenuti al MAF di Milano.

L’infrastruttura IP come asse portante della produzione e distribuzione broadcast
Il settore broadcast sta vivendo una fase di profonda trasformazione tecnologica, con l’adozione crescente di infrastrutture IP per la gestione integrata di produzione, contribuzione e distribuzione dei contenuti.
CVE si colloca in modo strategico in questo scenario, sviluppando progetti concreti in tutte le aree operative — dal campo di gara agli studi, fino alle piattaforme di diffusione — in collaborazione con partner tecnologici di primo piano.
IP per infrastrutture di produzione eventi: agilità e resilienza operativa
L’introduzione delle reti IP e delle architetture 5G “a bolle” consente di creare soluzioni di contribuzione temporanee, agili e ad alta affidabilità in qualsiasi contesto operativo.
Grazie a reti wireless a larga banda e bassa latenza, è possibile realizzare produzioni live o in remote production con tempi di set-up ridotti e qualità broadcast costante.
CVE ha sperimentato queste architetture nelle Universiadi di Torino, in collaborazione con partner come Neutral Wireless, Sony e Haivision, realizzando una rete IP flessibile e resiliente, in grado di garantire continuità operativa anche in scenari complessi e dinamici.

«Abbiamo voluto dimostrare come grazie alle tecnologie IP è possibile operare in piena mobilità, integrandosi perfettamente con i complessi workflow caratteristici delle riprese più impegnative in ambito sportivo mantenendo la qualità e l’affidabilità tipiche del broadcast tradizionale», ha spiegato Francesco Donato, CTO di EMG Italy.
IP per infrastrutture di contribuzione: flussi dinamici e interoperabilità
Le architetture di contribuzione sviluppate da CVE combinano stabilità e flessibilità, coprendo sia scenari di trasmissione stabile da sedi fisse — come stadi e centri di produzione — sia configurazioni mobili e temporanee.
Grazie alle tecnologie di partner come Harmonic, Haivision, Domo, Nevion e Sony, le soluzioni consentono di ottenere trasmissioni ad alta qualità e basso ritardo, con flussi Video Over IP che possono avere bit rate elevato per feed UHD e essere trasportati in fibra o anche per flussi video a bit rate più bassi ma trasportati con sistemi di bonding per connessioni multiple in mobilità ma sempre con bassa latenza.
Il progetto IBC Lissone – Serie A rappresenta un esempio emblematico di questa visione: la gestione dei flussi live su rete IP ha permesso di ottimizzare tempi e risorse, garantendo maggiore efficienza e continuità di servizio.
«L’adozione dell’IP nella contribuzione consente di superare i vincoli fisici della trasmissione, gestendo simultaneamente più flussi in tempo reale e con qualità UHD», ha sottolineato Piercarlo Invernizzi, CTO di EITOWERS.

IP per infrastrutture di distribuzione: qualità, analisi e monetizzazione
Nella fase di distribuzione, CVE realizza soluzioni Headend integrate per la compressione e la diffusione dei segnali su reti DVB-S/S2, DTT e OTT.
La società integra sistemi di controllo e analisi avanzati che consentono di monitorare l’intero percorso del contenuto e ottimizzare la qualità di servizio.
In quest’ambito, il tema della monetizzazione assume crescente rilevanza. CVE affronta questa esigenza attraverso piattaforme che tracciano i contenuti, ottimizzano la consegna e personalizzano la gestione dei flussi in funzione delle strategie dei singoli clienti.
Tra i partner tecnologici figurano Harmonic, TAG, NPAW e Broadpeak, mentre tra i progetti di rilievo si annoverano diversi Head End DTT per broadcaster nazionali e internazionali e sistemi OTT per content aggregator.
«Il valore dei contenuti oggi si misura anche nella capacità di distribuirli in modo mirato, tracciabile e sostenibile. L’IP consente di raggiungere questo equilibrio tra qualità, efficienza e sostenibilità economica», ha commentato Mauro D’Amato, Head of Multimedia and Digital Services Engineering, in TIM.

Una visione unificata per la nuova era del broadcast
Con la progressiva convergenza tra reti, produzione e distribuzione, la strategia di CVE si propone come un modello di riferimento per l’industria dei media, in grado di coniugare innovazione tecnologica e approccio sistemico.
Luca Catalano conclude: “Dall’evento sportivo alla piattaforma OTT, l’IP diventa così l’elemento di connessione che unisce i diversi livelli del broadcasting contemporaneo, aprendo la strada a un ecosistema più flessibile, sostenibile e orientato al futuro”.
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